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Nel 2015 il capo dipartimento di Fabrica, Omar Mulpinari ora Presidente del Comitato Tecnico Artistico dell’Ufficio Filatelico e Numismatico della Repubblica di San Marino, mi commissionò l’illustrazione per il francobollo celebrativo della vittoria del campionato di calcio della Juventus. Purtroppo la stessa società torinese preferì il lavoro di un altro grafico al mio e quel francobollo non venne più stampato.

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Da sempre avevo avuto la passione per la filatelia: disegni strani, lingue incomprensibili. Il percorso per realizzare un francobollo è sempre stato per me molto affascinante: per ogni tema il centro filatelico di San Marino lavora con anni di anticipo commissionando le proposte a diverse persone e solo dopo averle esaminate con attenzione scelgono quello preferito.

Schermata 10-2457316 alle 10.37.58Questo articolo su Frizzifrizzi mi consola solo in parte.
“Per decenni, nel mondo del graphic design, ricevere l’incarico di disegnare un francobollo equivaleva a una vera e propria consacrazione ufficiale: le istituzioni, quell’apparato spesso lento e polveroso e inutilmente complicato, dimostravano di accorgersi di te e del tuo lavoro e, cosa ancor più importante, ti davano la possibilità di diventare immortale attraverso la stampa di un minuscolo pezzettino di carta dal valore legale e capace di portare un qualsiasi messaggio fino all’altra parte del mondo. Fior di grafici e type designer hanno avuto l’onore di progettare francobolli — Saul Bass, Wim Crouwel, Milton Glaser, Eric Gill, Louise Fili… — e nonostante la progressiva dematerializzazione della corrispondenza, oggi affidata perlopiù all’email (nonché, quella privata, ai social network), anche se il francobollo ha perso gran parte della sua importanza e del suo fascino, il “fattore-consacrazione” rimane, perlomeno nella percezione del pubblico e degli addetti ai lavori (due esempi recenti: Marco Ventura e Andy Rementer)”

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