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Può capitare a tutti di sentirsi sprofondare negli abissi della solitudine e della sofferenza. Ma per fortuna si può riemergere. Da questa immagine sono partiti alcuni giovani mestrini che hanno realizzato un video per la campagna promossa da Telefono Amico Italia con Ferrovie dello Stato. Fino al 12 settembre, sui monitor di Grandi Stazioni, Sale Freccia, Self Service e a bordo dei Frecciarossa e Frecciargento, sarà proiettato il corto “Riemergere si può. Parliamone” realizzato dallo Studio Magoga di Mestre in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre).
Magoga è uno studio di progettazione creativa dove collaborano in rete vari professionisti (animatori, registi, musicisti, illustratori sul territorio nazionale). Il progetto è un lavoro di squadra, a cui hanno partecipato molti artisti tra cui Lucio Schiavon, illustratore veneziano, Studio Volta per il graphic design, Riccardo Rizzo come autore della musica e “Vox Farm” per la voce.
Dal 1967 Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che offre un servizio anonimo raggiungibile attraverso il numero unico 199.284.284, è al servizio di chi ha bisogno di una parola di conforto. «C’è chi sceglie di togliersi la vita davanti a un Frecciarossa. Per questo, grazie all’idea del Gruppo Ferrovie dello Stato, abbiamo pensato a una campagna di prevenzione del suicidio, che trasmettesse l’importanza di un servizio di ascolto come quello di Telefono Amico Italia, perché il dialogo funziona prima degli atti estremi» spiega Dario Briccola, presidente di Telefono Amico Italia. Studio Magoga ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione scegliendo un linguaggio positivo, usando la figura poetica di un palombaro. «Abbiamo pensato alla sensazione di chi è sul punto di toccare il fondo, e l’abbiamo tradotta nella metafora dell’immersione. È il cavo di un telefono rosso che mantiene il palombaro in vita e gli permette di risalire in superficie con il suo vissuto» racconta Bruno Bonisiol, sceneggiatore di Studio Magoga. Alla fine, il palombaro si spoglia della tuta, rappresentazione della liberazione dall’oppressione, da cui può riemergere, parlandone. “Filomena Spolaor”

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