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Fino a che punto si spingerà la tecnologia e la virtualità che sta invadendo gli ambienti di lavoro? E in tutto ciò i rapporti umani dove andranno a finire? Ci rapporteremo di più con uno schermo o con il collega di scrivania?

Futuro: esisteranno ancora rapporti umani nell’ambiente del lavoro?

Siamo sinceri: non sarebbe fantastico poter andare in ufficio solo quando serve e stare seduti comodamente sul divano di casa? O non dover timbrare rigorosamente il cartellino alle 8.30 ed avere orari più flessibili?

Sarebbe tutto molto bello, certo è che non possiamo trascurare gli aspetti positivi dell’ufficio tradizionale, come la famosa pausa tra colleghi intorno alla macchinetta del caffè o la totale assenza di solitudine e alienazione. Inoltre, alcuni studi hanno confermato come i rapporti umani, faccia a faccia, siano indispensabili per fornire il massimo delle prestazioni.

Forse la tecnologia dovrebbe essere usata per semplificare il lavoro, per velocizzarlo, non per sostituire le persone. Nell’ufficio del futuro non dimentichiamoci di spazi comuni, di aree relax, di luoghi d’incontro: sarà qui, infatti, che nasceranno le idee più belle!

Nell’articolo di Glenn Rifkin, Where we’ll work, vengono affrontate proprio queste tematiche: io ho avuto l’opportunità di tradurre in immagini le sue parole.

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