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Le aziende stanno cominciando a cercare un equilibrio tra spazio virtuale e fisico: la tecnologia permetterà ai loro dipendenti di essere più flessibili, di lavorare a distanza e in tempi diversi, e di concludere il lavoro sia in ufficio che fuori.  Mi sono concentrato su tre tematiche per affrontare la mia personale interpretazione su questo tema:

  • Architecture moderne: è un caso che l’architettura usata oggi per gli uffici sia la stessa utilizzata in ambito domestico? Oggi si è arrivati alla mancanza di una separazione netta tra sfera privata e sfera lavorativa. In ufficio bisogna sentirsi come a casa, circondati dai migliori arredi e immersi in un ambiente moderno, stiloso, che ti renda felice di lavorare lì dentro.

  • Habitat vivo: gli architetti hanno cominciato a perseguire un’idea di architettura che tenga conto di tutti i sensi, l’ufficio deve diventare un nido che ci avvolge come una seconda pelle, aperto verso l’esterno. Oggi si parla più che mai di uffici green: con energie rinnovabili, costruiti a impatto ambientale zero, naturali, rinnovabili e riciclabili. Insomma, costruiti per e nella natura.

  • Touch Screen: gli uffici saranno sempre più interattivi, collaborativi e semplificati rispetto a quelli di oggi grazie alle nuove tecnologie e a processi che renderanno possibili nuove strategie di lavoro. Si parla addirittura di droni, ologrammi, comunicazioni via Bluetooth e trasmettitori sensoriali.

 

Siete curiosi di sapere come ho voluto illustrare la mia idea di ufficio del futuro? Quali sono le soluzioni che ho attuato per illustrare l’ articolo nel quale la giornalista Glenn Rifkin? Scoprite il progetto Where we’ll work.

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