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“Viagem a Portugal”  dedicato ad Antonio Tabucchi

viagem a portugal

Questi sono i disegni del mio viaggio in Portogallo cominciato nel 2011 e finito nel 2012.

Per due estati consecutive ho visitato questo splendido paese. Prima Porto, poi Lisbona con un pensiero particolare ad Antonio Tabucchi uno dei miei scrittori preferiti. Attraverso i suoi testi ho prima amato Lisbona e poi l’ho conosciuta, per poi amarla definitivamente attraverso i racconti di Fernando Pessoa al quale Tabucchi ha dedicato gran parte dei suoi studi.

Lisbona

È una città fiera di quella nostalgia che solo l’oceano può dare perché ti porta sempre a pensare a quello che puoi trovare al di là del mare e al contempo avere la nostalgia di quello che lasci. “Non ci sono fiori pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole” Scrive Fernando Pessoa nel suo bellissimo libro dell’inquietudine. Salendo sul tram 28 siamo andati a far visita alla tomba di Antonio Tabucchi al Cemitério Dos Prazeres, un posto pieno di alberi ombra e riflessioni con una vista meravigliosa sul Tago.
Dopo una giornata assolata ma quasi mai afosa, Lisbona ti restituisce la luce malinconica della sera. Una cosa mi è rimasta bene impressa, io Lisbona non potrei mai disegnarla in bianco e nero.
Per capire cos’è la “Saudade”, dunque, niente di meglio che provarla direttamente. Il momento migliore è ovviamente il tramonto, che è l’ora canonica della saudade, ma si prestano bene anche certe sere di nebbia atlantica, quando sulla città scende un velo e si accendono i lampioni. Lì, da soli, guardando questo panorama davanti a voi, forse vi prenderà una sorta di struggimento.

La vostra immaginazione, facendo uno sgambetto al tempo, vi farà pensare che una volta tornati a casa e alle vostre abitudini vi prenderà la nostalgia di un momento privilegiato della vostra vita in cui eravate in una bellissima e solitaria viuzza di Lisbona a guardare un panorama struggente. Ecco, il gioco è fatto: state avendo nostalgia del momento che state vivendo in questo momento.
E’ una nostalgia al futuro. Avete sperimentato di persona la saudade.

“Viaggi e altri viaggi, Antonio Tabucchi”

Porto

Porto ha un energia particolare come i suoi colori mai uguali. Prima malinconici poi vivi di una luce atlantica e poi di nuovo malinconici avvolte quasi spettarli soprattutto quando attraversi le vie del centro e incontri ricordi di case ormai vuote e abbandonate. L’energia è nel fiume e nelle suo sbocco. a Cercare di togliere questa Saudade ci hanno provato le nuove architetture con il gioco di luci del Museo Serralves di Alvaro Siza e “l’astronave” di Rem Koolhaas ma ci sono riusciti in parte. Quando te ne vai da Porto ti resta sempre questo dubbio: luce o ombra, moderna o decadente?
Porto per far onore al proprio nome è prima di tutto questa ampia insenatura aperta verso il fiume, ma che solo dal fiume si vede, oppure il viaggiatore, da strette imboccature chiuse da muretti, può affacciarsi all’aria aperta e avere l’illusione che Porto sia Ribeira. Il pendio è ricoperto da case che disegnano vie, e siccome il suolo è tutto granito su granito il viaggiatore ha l’impressione di percorrere sentieri di montagna. Ma il fiume arriva fin quassù.

“Viaggio in Portogallo di José Saramago”

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