VeNYCe

Il progetto è la continuazione dello studio espositivo che nel 2010 ho realizzato per Fondazione Bevilacqua La Masa. E’ uno studio visivo che raccoglie e rielabora ciò che vedo e immagino di Venezia e New York, corpi-simbolo di modernità e post-modernità.Non sono mai stato a New York: questo è un lavoro sull’ idea di New York, su come l’immaginario di New York agisce in me. Un immaginario obeso, cannibale e seducente, frammentato, cinematografico, frastornante e vitale. E’ un’idea di New York costruita partendo da ciò che conosco di Venezia. Una forma di esotismo o, per dirla con Edward Said, una forma di orientalismo, ma alla rovescia. Non posso partire che da Venezia, mia città natale, tra amore e odio. Ho cercato di avvicinarla, sovrapporla, colluderla, spingerla contro la mia idea di New York. Pur generate in epoche diverse lungo la linea della Storia, nonostante siano città così singolari e inconfondibili, si sono entrambe evolute in qualcosa di prossimo. Una similitudine che stupisce chiunque. Il lavoro che propongo ha l’ambizione di costituire uno studio analitico, geografico e onirico su ciò che potrebbe essere ma non è. New York vive la gentrificazione, l’imborghesimento dei quartieri urbani. In poco tempo aree dove nessuno avrebbe mai pensato di vivere diventano incredibilmente attraenti per le classi agiate, la cui maggiore disponibilità economica stravolge le caratteristiche di un quartiere abituato a uno scarso flusso di denaro. La dinamica di questo processo si ripete in ogni metropoli, Venezia non ne è esente. Manhattan è un posto da visitare, gli altri boroughs sono da vivere e tante persone sembrano “costrette” a lasciare il centro per le periferie o borough. Credo sia opportuno utilizzare il termine borough per definire Mestre; di fatto è più popolosa di Venezia, oltretutto possiede una propria storia e dignità come Brooklyn.

Concept:Lucio Schiavon
Photo: Andy Parker